Egon Sendler

La casa editrice “Istina” di Siracusa ha pubblicato in lingua francese, nella Collezione “Arte” diretta da Mirella Roccasalva Firenze, un interessante  volume del gesuita P. Egon Sendler noto alla città di Siracusa, in cui da anni tiene corsi di iconografia bizantina.Padre Sendler, che attualmente vive e lavora a Versailles, è famoso per i suoi studi  e le pubblicazioni sull’iconografia bizantina, oltre che per le numerosissime opere realizzate.

Dopo tanto lavoro  e studio iconografico che lo ha impegnato tutta la vita, ha voluto regalarci questa sua fatica dal titolo accattivante: 

IL SEGRETO DELLA LINEA", i disegni delle icone”

(pp. 350 a colori, € 45,00).

Quali segreti può ancora avere la linea delle icone, che non siano ancora stati indagati nel ricco panorama editoriale che, soprattutto in questi ultimi tempi, sembra averci fatto conoscere molto diuna cultura figurativa che solo un secolo fa era  sconosciuta ai più ?

La linea invisibile che Padre Sendler ricerca, e che ciascuno di noi è sollecitato a trovare in ogni icona, è la chiave di lettura, ciò che svela il significato profondo  dell’opera.

Come chiarisce l’autore nell’introduzione, le molteplici manifestazioni della linea nelle forme dell’arte bizantina trasformano i contorni del disegno in linee di forza che legano persone e cose di una realtà che in tal modo viene trasfigurata.

Individuando in un’icona la linea invisibile si intravede la sua peculiare dimensione trascendentale che trasforma, sublimandola, la dimensione naturale in cui si incarna.

Il volume, accattivante e di facile consultazione, saggio e manuale,  è strutturato in due parti : nella prima, che potremmo definire teorica, la linea è studiata in tutti i suoi significati e potenzialità, nella seconda viene esemplificata la sua applicazione.

In questa sezione ai modelli, divisi per soggetto e sinteticamente commentati, si affiancano le stupende  interpretazioni monocrome di Padre Sendler.

Suo intento, più volte dichiarato, è far comprendere la necessità di interpretare i modelli nell’osservanza dei canoni, ma con libertà e creatività che mai devono ignorare, o peggio ancora tradire, il significato teologico dell’icona.

Un grazie di cuore, quindi, a questo grande maestro che ha voluto così generosamente trasmetterci i risultati di una ricerca tanto importante e profonda da diventare il filo conduttore della sua lunga vita.                                                                              

                                                                                         

Liliana Brunelli

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