Centro di spiritualità e Cristoterapia


 Anno 2016/17








 Anno 2015/16




Anno 2014/15


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Il centro organizza attività e percorsi finalizzati ad una maggiore conoscenza di se stessi per il recupero della propria interiorità ed un approfondimento della propria spiritualità.

La spiritualità si alimenta sicuramente attraverso la preghiera, i sacramenti, l’attività contemplativa, ma può trovare forti ed utili stimoli in un percorso di autoanalisi, soprattutto se guidato direttamente da Cristo attraverso la Sua Parola (letta non esegeticamente ma attraverso un’interpretazione psicologica).

L’autoanalisi, che può attuarsi mediante gruppi di dinamica di aiuto e auto-aiuto come nel caso della Cristoterapia  o mediante tecniche diverse come quella del Training Autogeno (rilassamento per il raggiungimento dell’equilibrio e della serenità interiore), offre la possibilità di cercare di analizzare e comprendere i disagi che ognuno di noi nasconde dentro di sé, possibili malesseri psicologici o difficoltà spirituali, per trovare le adeguate soluzioni e cure e raggiungere un sereno equilibrio spirituale, fisico e psicologico. 




 Costruiamo le speranze

Scuola per genitori:

·    Spazio per cercare

·    Spazio per costruire

·    Spazio per sperare

Premessa:

Parliamo spesso del disagio dei bambini e degli adolescenti in un mondo come il nostro. Quotidianamente veniamo a conoscenza di episodi di violenza che hanno per protagonisti i ragazzi. D’altra parte l’impressionante fragilità dei legami di coppia e la trasgressività diffusa nei comportamenti degli adulti disegnano un mondo incerto e irresponsabile.

Sono tutti indicatori di una situazione di crisi, di una caduta generalizzata di progettualità e di speranza.

La notevole diminuzione dei matrimoni e l’elevato aumento dei divorzi e delle separazioni, la tendenza a non procreare e la conseguente denatalità, sono certamente segnali di un diffuso disagio familiare nelle relazioni dentro la famiglia e nei rapporti tra famiglia e società. La società è sempre più competitiva e invita la famiglia a condividere obiettivi di tipo quasi esclusivamente materialistico e consumistico.

I genitori oggi si scoprono in difficoltà. Si accorgono che la  società va in direzione opposta a quei valori nei quali vorrebbero educare i figli. Spesso non riescono a ottenere rispetto e considerazione, vedono i figli crescere indecisi e disorientati, faticano a intendersi e a dialogare sugli obiettivi importanti della vita.

In aggiunta, la maggior parte dei genitori soffre di non poter stare sufficientemente accanto ai propri figli, affannati come sono a tentare di conciliare le responsabilità familiari con quelle lavorative.

I genitori si sentono indifesi come i loro figli e hanno anch’essi bisogno di sentirsi accettati, sostenuti e compresi. Il disorientamento della società diventa per loro solitudine e apprensione, desiderio di esprimere nuove forme di relazioni tra loro e di sperimentare forme ancora inedite di scambio familiare.

Hanno l’impressione di una cultura totalmente distorta, dove le energie e le risorse impiegate nella formazione di individui (bambini prima, giovani e adulti poi) sani e felici non sembrano avere peso o destare un interesse pari alle forze che donne e uomini dedicano quotidianamente alla produzione di beni e oggetti di consumo.

Si accorgono che la società si pone nei loro confronti in modo paradossale: da una parte tende a scaricare sulle famiglie (riconoscendone indirettamente il ruolo e l’importanza) la responsabilità degli insuccessi educativi, dall’altra ne svaluta il senso (pensiamo come viene generalmente presentata nelle fictions televisive), ne disconosce il ruolo (come avviene nella limitatezza delle politiche familiari) o, più in generale, non esprime attenzione e se ne disinteressa.

Le famiglie si trovano oggi, nelle comunicazioni che avvengono nella società, nelle opinioni che si contrappongono, sottoposte e intrappolate in un doppio messaggio dal quale sembra difficile uscire.

Al di là dei proclami le famiglie si sentono smarrite ed impotenti, perché sono concretamente abbandonate a se stesse nella gestione della loro responsabilità educativa.

 

 

La Scuola dei genitori: obiettivi

 

E’ necessaria una forte volontà di cambiamento se si vuole ridare alla famiglia una centralità educativa, per non abbandonare le nuove generazioni alla casualità dell’evoluzione sociale.

I nuovi modelli familiari che si delineano, i nuovi stili di comunicazione familiare, non possono però prescindere dall’esperienza e dal vissuto dei genitori stessi. Non si può pensare a rapporti educativi che incidano positivamente sui figli senza una buona integrazione dei genitori con se stessi e tra di loro: l’equilibrio psicologico dei figli è sempre condizionato dagli atteggiamenti educativi  degli adulti.

E’ necessario, quindi formare gli adulti a una matura consapevolezza della loro vita personale, interpersonale ed educativa, a una progressiva trasformazione degli atteggiamenti di fondo: verso sé, verso gli altri, verso la vita.

La scuola dei genitori vuole essere un laboratorio di formazione e di condivisione dove i genitori diventano più consapevoli delle loro responsabilità e delle loro capacità e più competenti nell’esercitarle.

- Pongono a tema dei loro incontri la dignità e il valore del compito educativo delle famiglie e si propongono:

·       di accrescere  nei genitori la fiducia nelle proprie capacità,

·        di aiutare i genitori ad acquisire strumenti utili alla soluzione dei problemi.

- Stimolano e orientano le famiglie a trasformarsi in risorse per la collettività, nella più ampia comunità sociale.

Obiettivo prioritario della Scuola non sono primariamente i temi della prevenzione che rischiano, a volte, di rimanere succubi di una visione pessimistica dell’evoluzione sociale o riduttiva delle possibilità di intervento. Sono piuttosto quelli alti dell’educazione e della formazione: la volontà determinante di incidere investendo sul patrimonio inestimabile dei propri figli nella costruzione del futuro. In un clima rassicurante, che evita di evocare inutili sensi di colpa e di addossare ogni responsabilità alle famiglie, i genitori si interrogano sulle loro responsabilità, riconoscono le loro competenze, valorizzano il loro ruolo, ritrovano fiducia in se stessi e negli altri, diventando così in grado di gestire autonomamente i problemi, senza nascondere i limiti e negare le contraddizioni.

 

Tempi e metodologia di realizzazione

 

L’Associazione, in collaborazione con l’Ufficio diocesano di Pastorale Scolastica,  propone l’itinerario “Costruiamo le speranze” che sarà guidato da esperti del mondo dell’educazione e della scuola  (uno psicologo, un sociologo, un assistente sociale, un sacerdote, un medico, un docente, un dirigente scolastico) e  che sarà realizzato da gennaio a maggio 2007.

 

 

TEMATICHE:

 

·       Una sinergia vincente: famiglia, scuola,chiesa, città

·       Accompagnare e favorire la crescita del figlio

·       Educare alla comunicazione

·       Educare ai sentimenti

·       Educare alla memoria

·       Educare ai valori

·       Costruire la speranza

 

                                                       Il Presidente Don Giuseppe Lombardo

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